Semeraro: Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi

Giovedì 15 ottobre, papa Francesco ha nominato il vescovo di Albano, Marcello Semeraro Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, il dicastero che ha competenza per tutto quello che riguarda la procedura che porta alla beatificazione e alla canonizzazione dei Servi di Dio. Semeraro, che compirà 73 anni a dicembre, ha tra i suoi vari incarichi quelli di segretario del Consiglio di Cardinali per aiutare il Santo Padre nel governo della Chiesa Universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione apostolica “Pastor Bonus”, amministratore apostolico ad nutum Sanctae Sedis del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata e di Delegato Pontificio dell’Ordine Basiliano d’Italia.
«Vivo questo momento – sono state le prime parole a caldo del vescovo Semeraro – con spirito di libertà e di generatività verso la chiesa diocesana che ho servito. Il resto verrà dopo».

Nuovi Vicari Territoriali

Con un decreto firmato lunedì 12 ottobre, memoria del Beato Carlo Acutis, il vescovo Marcello Semeraro ha provveduto alla nomina degli otto vicari territoriali, a capo di ciascuno dei Vicariati di cui si compone la diocesi di Albano.
Sono stati confermati per altri cinque anni nell’incarico don Alessandro Saputo, parroco nella chiesa dello Spirito Santo, ad Aprilia; don Alessandro Tordeschi, parroco al Sacro Cuore, a Ciampino; don Pietro Massari, parroco a San Barnaba, a Marino; e don Massimo Silla, parroco al Sacratissimo Cuore di Gesù, a Nettuno.
Nuove nomine, invece, per don Angelo Pennazza, parroco a San Giuseppe Lavoratore a Pavona, per il Vicariato di Albano; don Marcin Swiatek, parroco all’Assunzione della Beata Vergine Maria a Lido dei pini, per il Vicariato territoriale di Anzio; don Giovanni Masella, parroco di Santa Maria Assunta in Cielo e Santa Maria di Galloro, per Ariccia; e don Marco Cimini, parroco a Pomezia a San Bonifacio e Madonna di Collefiorito, per il Vicariato territoriale di Ardea – Pomezia.
Le nomine sono state decise dal vescovo Semeraro dopo aver ricevuto, da ciascun presbiterio vicariale, una terna di nomi, a seguito delle sedute elettive che si sono svolte giovedì 8 ottobre. Il vicario territoriale ha il compito di promuovere e coordinare la pastorale integrata nell’ambito del Vicariato e al tempo stesso avrà a cuore la fraternità sacerdotale tra i presbiteri e incoraggerà pure l’apporto all’azione ecclesiale delle comunità di vita consacrata e delle aggregazioni laicali.

Richiesta Prima Comunione

Cari genitori dei bambini che hanno terminato il triennio della Catechesi della Tappa Eucaristica,

con il decreto del vescovo si è data la possibilità negli ultimi mesi – a chi ha voluto e nell’osservazione di forme esterne sobrie e riservate ai soli componenti del nucleo famigliare (genitori e fratelli) per un bambino (o due se sono fratelli) – di accedere la Sacramento durante le Messe domenicali nel rispetto delle Norme vigenti sulla sicurezza.

In un comunicato successivo a partire da ottobre Sua Eccellenza aveva dato la possibilità a partire da ottobre 2020 laddove fosse stato possibile per la capienza della Chiesa di far fare la Prima Comunione a piccoli gruppetti, sempre nella massima sobrietà. Lo spazio nella nostra Chiesa di Martin Pescatore non permette tuttavia tale opzione e la proposta di fare una celebrazione all’aperto non è realizzabile considerando la variabilità meteorologica del periodo autunnale e invernale.

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Ecco faccio nuove le cose

Cara comunità,

la domanda che in queste ultime settimane risuona di più è: “Quando riparte tutto?”. Mi sembra di aver percepito in tale richiesta il forte desiderio dopo il difficile anno trascorso di ripristinare e ritornare a come era prima. Sarebbe bello potersi svegliare e poter dire: “Che brutto sogno che ho fatto”. Purtroppo, ciò che abbiamo vissuto e ancora viviamo non è stato e non è un sogno.

Facciamo fatica a comprendere che le cose sono cambiate, anzi sono ancora in cambiamento, perché il Covid-19 non è ancora sconfitto e tantomeno sotto controllo, anche se stiamo vivendo un periodo di relativa calma a livello nazionale.

Le forme di sicurezza (distanziamento, mascherina, igienizzazione) ci accompagneranno sicuramente per un periodo non quantificabile. Vogliamo ritornare alla “normalità”, rifiutando l’idea che la normalità è ciò che stiamo vivendo oggi, perché è cambiato tutto. Se riuscissimo a comprendere questo aspetto del cambiamento avvenuto non ci sarebbe spazio per la domanda di ricominciare, semplicemente perché non si può ricominciare. Ricominciare significherebbe riprendere qualcosa che si è interrotto. Questo non è possibile. Si tratta piuttosto di incominciare. Incominciamo in maniera nuova qualcosa che in maniera diversa c’era in passato: la messa, la catechesi, la vita sacramentale.

Certo, faremo resistenza, perché il cambiamento non ci piace, perché ci sembra di perdere qualcosa, ma ogni cambiamento porta la possibilità di una novità, di un nuovo viaggio, di una nuova storia con Dio.

Sentiamoci come Abramo che riceve l’invito da Dio in Genesi 12, 1-4: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

Nei prossimi mesi incontrerò alcuni membri dalla comunità per pianificare il viaggio. Non sappiamo la meta, perché ce la dirà Dio. Sarà faticoso, perché bisognerà tagliare alcuni aspetti che in passato davano stabilità, che nel testo biblico sono rappresentati con la terra, la parentela, la casa da lasciarsi alle spalle. E avremo solo una certezza: Dio ci porta verso la sua benedizione, che però non ci risparmierà l’amarezza e la fatica di partire e perseverare in questo nostro peregrinare. Intanto invito tutta la comunità a prendersi a cuore, meditare, pregare e VIVERE la Preghiera Semplice di san Francesco.

Preghiera Semplice
San Francesco d’Assisi

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch’io porti amore;
dove è offesa, ch’io porti il perdono;
dove è discordia, ch’io porti la fede;
dove è l’errore, ch’io porti la Verità;
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
ad essere compreso, quanto a comprendere;
ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché è:
dando, che si riceve;
perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.