Avvisi 23 novembre

  1. Percorso di Formazione per gli Operatori Pastorali (Animatori, Catechisti, Cpp, Cpae, Caritas, Coro…): lunedì 24.11, 01.12, 08.12, 15.12 e 22.12 dalle ore 21.00 alle 22.30 nel salone parrocchiale.
  2. II anno di comunione: sabato 29 novembre (dalle ore 9.15 alle ore 12.30) incontreremo voi e i vostri figli per iniziare insieme questo periodo d’Avvento con attività e condivisioni (ricordate di riportare la stella con la preghiera dei bambini per Gesù che verrà esposta in chiesa). Pertanto le catechesi di mercoledì 26 novembre e venerdì 28 non avranno luogo. Inoltre, in ogni incontro di catechesi di Avvento vi potrete unire ai vostri figli (alle 17.45) per una breve preghiera, questo per aiutare a sentirci comunità.
  3. Il coro parrocchiale delle ore 11.00 riprende le prove ogni mercoledì alle ore 21.00 in chiesa. Chi vuole può partecipare.

 

Coloriamo un sogno

Raccoltacolori
Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato. Abbiamo raccolto ben 4 ceste di materiale utile: colori, cartoncini, colla, forbici, carta, temperini, gomme… I giovani hanno detto: “Allora ci vogliono bene…”, “Appena ho visto i colori, mi sono commossa”…
Grazie a tutti.

Calendario Dicembre

Calendario attività del Gruppo Scout
mese di dicembre

  sabato
6.12
domenica
7.12
sabato
13.12
 domenica
14.12
 sabato
20.12
 domenica
21.12
Coccinelle scoccinelle Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Consiglio
d’Akela
dalle 16.00
alle 18.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
   N.B. per i nuovi nel gruppo: al Consiglio d’Arcobaleno
partecipano solo le capo e le vicecapo sestiglia.
Lupetti slupetti  Consiglio
d’Akela
dalle 16.00
alle 18.00
 Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Libera Consiglio
d’Arcobaleno
dalle 16.00
alle 18.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
        N.B. per i nuovi nel gruppo: al Consiglio d’Akela
partecipano solo i capi e vicecapo sestiglia.
Guide guide  Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Altri appuntamenti saranno comunicati in tempo utile.  
 Esploratoriesploratori  Attività in sede
dalle 09.00
alle 13.00
 Attività in sede
dalle 09.00
alle 13.00
 Attività in sede
dalle 09.00
alle 13.00
     Altri appuntamenti saranno comunicati in tempo utile.  
Scolte guide  Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
        Altri appuntamenti saranno comunicati in tempo utile.  
Rover rover Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00
Attività
in sede
dalle 09.00
alle 13.00

 

  •  Il servizio magazzino vestiario sarà a disposizione in sede tutte le domeniche di attività dalle ore 12.00 alle ore 12.45.
    Per Comunicazioni inerenti il magazzino potete contattare Paola tutti i giorni dalle ore 19.00 alle ore 20.00 al 340/25.46.629 .
  • NB.: Sabato 13 Dicembre tracorreremo una serata tutti insieme per scambiarci gli auguri di Natale.
  • Dopo le festività natalizie le attività riprenderanno domenica 11 gennaio 2015.

Nell’avvicinarci al Santo Natale, i Capi del Gruppo Scout augurano a tutti di trascorrere le festività in piena serenità.

Scarica il calendario di Dicembre.

Sintesi: Convegno Caritas

Formazione Gruppo Caritas

Convegno Diocesano, 8 Novembre 2014
“Con il Vangelo nelle periferie esitenziali”

SALUTO DEL DIRETTORE DELLA CARITAS ERMINIO ROSSI
Tutte le realtà delle nostre Caritas, devono essere strumenti consapevoli di credibilità attingendo alla radice della nostra Fede: Il Vangelo”.

INTERVENTO DEL VESCOVO MARCELLO SEMERARO
Il rapporto sul territorio 2014, a cura dell’Osservatorio diocesano, mostra l’evidente crescita dei centri di ascolto, oggi copriamo l’intero territorio della Diocesi e unitamente al diaconato questi sono l’orecchio del vescovo cioè di chi nel nome del Signore porta CATTOLICITÀ= UNIVERSALIÀ, che secondo la traduzione originale SECUNDUM TOTUM significa capacità di essere partecipi, farsi partecipi del tutto , non fermarsi alla parzialità ne a qualcosa di settoriale.
Ma che vuol dire farsi partecipi?

La capacità di rendersi partecipi è farsi vicino a tutti senza parzialità. Sua Eccellenza citando la parabola del Buon Samaritano, ha sottolineato che il Buon Samaritano non ha nome, infatti dice “Un uomo andava da Gerusalemme a Gerico, questo, perché i protagonisti dobbiamo essere noi, oppure trovarli, perché anche questo è un invito di cattolicità.
Noi siamo chiamati dove maggiore è il bisogno, il Concilio Ecumenico ci chiama a camminare sulla via del VANGELO strada cattolica che ci fa partecipi nel farci carico.

Dio non chiede la carta di identità ci chiama con i nostri limiti ma ci chiede non la parzialità ma la totalità. L’ascolto ci impegna nell’azione caritativa, a farci carico. Il Samaritano non gli si fa vicino, ma se ne fa carico, ne prende tutto il peso, il povero uomo non collabora , è un peso, ciò di cui ci facciamo seriamente carico, è sempre un peso e se è il contrario, c’è qualcosa che non va. Il peso, però, va sorretto con gioia, proprio come una madre regge il peso di suo figlio, questo sostenere non deve dissociarsi dall’azione di carità. La Caritas è laboratorio della fede, dove la forza dell’ESPERIENZA ci dà la CONOSCENZA, sapere è agire.
Io , però non posso desiderare niente se prima non l’ho conosciuto, di conseguenza non posso agire se prima non conosco. San Tommaso dice: “Può giungere alla conoscenza del mistero Eucaristico solo chi ne ha fatto esperienza”. Gesù dice: “Fate discepoli tutti i popoli”.

È necessario quindi prima fare una bella analisi, poi fare dei progetti e poi cominciare ad agire. Nel fare deve esserci un agire animato dal desiderio e dall’amore. San Gregorio Magno dice: “La conoscenza te la dà l’amore”, non posso innamorami di ciò che non conosco, è la conoscenza che mi permette di amare e solo se conosco amo e capisco. L’esperienza quindi nasce dalla conoscenza, dallo stare insieme.
Il Centro di ascolto non deve essere solo un centro di raccolta dati del territorio, ma deve essere un fare qualcosa per conoscere ed amare.

INTERVENTO DI MONS ENRICO FEROCI
(Direttore diocesano Caritas di Roma, presidente Salus Popoli Romani, presidente ass. antiusura… occupa il posto di Don Luigi Di Liegro)
Ha esordito dicendo: “Se vuoi essere ascoltato parla in piedi, parla forte, parla poco”,  la terza cosa non posso garantirla…

Il vostro Convegno ha per titolo: “CON IL VANGELO NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI””. Dalla lettura di un libro intitolato “Terapia centrata sul cliente”, si afferma che nelle varie realtà è sempre la PERSONA che ha in sé la forza per venire fuori da situazioni, inoltre la mia esperienza mi ha condotto a dire a me stesso che non posso insegnare ad altri ad insegnare perché le sole conoscenze che possono aiutare un individuo sono quelle che lui stesso scopre e fa sue, io devo essere strumento ed esempio.

San Francesco D’Assisi diceva ai suoi frati: “Andate, parlate di Gesù, se non ci riuscite usate pure le parole” (AMARE-OPERARE-POI PARLARE). Papa Francesco afferma che operare è amare e Paolo VI che ha voluto la nascita della CARITAS sottolinea che la Caritas diocesana deve essere prevalentemente strumento prediligendo i destinatari primi, che non sono i poveri ma, tutta la tua comunità.

La Caritas è uno strumento pedagogico, è il motorino di avviamento della macchina COMUNITÀ ma, non opera da sola, se ciò accade prima o poi la macchina si ferma. La Caritas non deve essere solo un servizio ma operare in stretta relazione con la catechesi e l’evangelizzazione.

Papa Francesco afferma con dolore che la maggior sofferenza di un povero è la mancanza di Dio, noi dobbiamo avere per loro un’attenzione privilegiata, ogni battezzato deve sentirsi responsabile della propria fede, non dobbiamo mai dimenticare che ci sono stati affidati dei talenti e noi non dobbiamo solo custodirli ma è nostro dovere farli fruttificare, io ne sono responsabile ,Cristo mi è necessario, ci è necessario. Il cristiano è colui che non solo ama il suo prossimo, ma ama il suo nemico.

La prima discriminazione di cui soffrono i poveri è la mancanza di attenzione spirituale; san Giovanni dice: “Chi dice io amo DIO ma poi odia suo fratello è un bugiardo! Come può amare Dio che non vede se non ama il fratello che vede?”.

L’assistenza non deve farci dimenticare che essi sono il volto del Padre: “Qualunque cosa farete al più piccolo dei miei fratelli l’avrete fatta a me”! Dalla mia fede e dal mio agire si manifesta l’amore di Dio per ogni uomo.
La Caritas non deve essere solo un servizio ma operare in stretta relazione con la catechesi e l’evangelizzazione. Papa Francesco afferma con dolore che la maggior sofferenza di un povero è la mancanza di Dio noi dobbiamo avere per loro un’attenzione privilegiata, ogni battezzato deve sentirsi responsabile della propria fede, non dobbiamo mai dimenticare che ci sono stati affidati dei talenti e noi non dobbiamo solo custodirli ma è nostro dovere farli fruttificare, io ne sono responsabile, Cristo mi è necessario, ci è necessario. Il cristiano è colui che non solo ama il suo prossimo , ma ama il suo nemico.

Oggi vi è carenza di futuro, carenza di sogni. Si parla di evaporazione del Padre, la figura paterna sembra scomparsa, non rappresenta più il senso del limite, delle regole, il modello da seguire, la guida ,tali ruoli oggi sono demandati agl’insegnanti, ai sacerdoti, agli educatori, figure che vengono considerate e viste solo come quelli che danno regole, assistiamo alla mancanza di orizzonti collettivi, tutto evapora: la famiglia, il governo, la società il mondo, l’economia, davanti a tutto questo…
Che fare? Chi è l’altro per me?
Il primo ruolo della Caritas è FAR FARE FACENDO. Nel fare dobbiamo mostrare il nostro essere, aprire uno spazio di fraternità, avere un linguaggio mite, occhi limpidi, cuore pulito. Questo ruolo deve realizzarsi in particolare con il mondo dei giovani e la pastorale scolastica con una caritas innovatrice, dobbiamo muoverci, integrarci con il mondo, infrangere le vetrine dell’indifferenza e diffondere una potenza innovatrice che guidi il mondo con gli occhi di DIO e parli al mondo con la vita e con la coerenza. “Vi do ciò che ho ed ho sperimentato”, vi do la verità con le parole e le azioni per annunciare con gesti concreti l’amore di DIO che scuote le persone, suscita interrogativi e permette all’altro di riconoscere nel nostro ‘fare’ l’amore di DIO.

Il compito della Chiesa è di narrare ciò che Dio ha fatto e sta facendo nella nostra vita e nella nostra storia. Dobbiamo cogliere i cambiamenti che permettono di parlare al cuore dell’uomo, saper narrare, dire con atti di amore ciò che DIO ha fatto nella nostra vita, dobbiamo dare e mostrare la MISERICORDIA di DIO. (Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto). La Caritas non è la barelliera della storia ma, forza di accompagno per chi cammina sulla nostra strada.

-La mia azione è mossa dalla fede? Dalla mia azione si comprende che è un’azione d’amore? Se è vero che la Caritas ha relazione umana con ogni uomo qual è il compito della Caritas?
Benedetto XVI diceva: “Le Caritas, devono essere come sentinelle in grado di sostenere e proporre vie di soluzione, accorgersi e far accorgere gli altri, riconoscere l’altro come elemento costitutivo della nostra identità. La parabola del Buon Samaritano è una parabola laica non sono io il centro del mondo ma l’altro, questa consapevolezza ti fa diventare adulto, essa indica il cammino che ogni uomo deve fare , si diventa umani quando si cede il posto all’altro. Seguire Gesù vuol dire uscire da noi stessi, andare incontro all’altro, uscire dal nostro io , dalle nostre realtà, dalle nostre cose.

– Ma che casa significa uscire?
Significa aprire gli occhi, sapere osservare, ed entrare dentro la realtà dell’altro, non è un fatto naturale, ma un dare spazio per uscire dal nostro egoismo, cioè cambiare le cose rispetto a prima cosa che ci permette di riconoscere e far posto all’altro.
Dio chiede a Caino: “Dov’è Abele tuo fratello?”. Caino risponde: “Sono forse io il custode di Abele?”. Caino in questo modo rinnega non solo il fratello ma la sua stessa realtà sostanziale di fratello.

– Cosa vuol dire entrare nell’altro? Nella realtà dell’altro? Quali sono i nuovi disagi di oggi? Quali sono le nuove povertà? Chi sono i nuovi poveri? Quali sono le povertà nascoste?
Siamo circondati dal brutto e dal pessimismo (violenze gratuite, sevizie, massacri, crescita di aggressività, la corruzione del linguaggio, il bullismo, le tragedie familiari, le violenze domestiche, la mancanza di regole e di giustizia, patologie depressive, bulimia, anoressia,dipendenza da droghe, alcool, sesso, non c’è più la differenza tra bene e male, oggi si fa la differenza tra mi piace e non mi piace, se piace è bene se non piace e male, assistiamo alla crisi del sacro e del senso del peccato, è necessario trasmettere il senso del bene e del male. Si diffonde la caccia alle scorciatoie , pensate al gioco d’azzardo. Gioco cosi divento ricco, nulla di più falso.

Con la parabola del Buon Samaritano mi chiedo: Chi sono io nella parabola?
Noi dobbiamo essere l’asino che porta i pesi, colui che porta il carico, cerchiamo di essere dei bravi asini, operiamo per far crescere la Fede e le coscienze, non dimentichiamo mai che noi siamo le mani della chiesa e di conseguenza le mani di Cristo, noi siamo lievito di carità dobbiamo contagiare le nostre comunità con l’amore per il fratello, non dobbiamo farci soffocare dall’emergenza del fare, noi siamo portatori di speranza, siamo espressione di un organismo pastorale coerenti con lo statuto della Caritas.

Ho cercato di riportare quanto appreso al Convegno” Con il Vangelo Nelle periferie esistenziali”.
Spero di esserci riuscita e di aver fatto cosa a voi gradita.
Buona riflessione .
Per qualsiasi cosa se posso esservi utile sono a disposizione.
Un abbraccio fraterno
Gilda, responsabile Caritas Parrocchiale

Avvisi 16 novembre

  1. Notificazione del Vescovo: Domenica sera 23 Novembre 2014 in tutta la Diocesi non c’è la messa la sera. Tutti sono convocati in Cattedrale alle ore 18.00 in chiusura della Visita Pastorale. Oltre ai sacerdoti, si raccomanda la presenza di un membro del CPP e uno del CPAE.
  2. Martedì 18 Novembre 2014 è solennità per il 9o anniversario della Dedicazione della Chiesa di San Giuseppe Artigiano. Celebrazione solenne alle ore 18.00.
  3. Sabato dalle 15.00 alle 16.00 i bambini del post-comunione sono invitati all’attività oratoriale. Serve del materiale. Sabato 22 e domenica 23 raccolta di colori.
  4. Scout, Sabato 22 e domenica 23 :Raccolta fondi nazionale per il Telefono Azzurro.
  5. Il mercatino dell’artigiano per raccogliere fondi per la Caritas Parrocchiale è stato spostato a sabato 13 e domenica 14 dicembre.

 

Decreto Memoria Paolo VI

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La memoria obbligatoria del Beato Papa Paolo VI è stata inserita nel Calendario della Chiesa di Albano e sarà celebrata ogni anno il 25 settembre. La comunicazione ufficiale di accoglienza della richiesta, presentata il 22 ottobre da monsignor Marcello Semeraro, è stata inviata al vescovo di Albano dall’arcivescovo Arthur Roche, segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (con Prot. N. 568/14). «Dalle allocuzioni tenute da Paolo VI nelle varie occasioni in cui ha visitato la Diocesi di Albano, spiega monsignor Semeraro, è facile vedere quanto il Beato abbia amato e prediletto questa Chiesa diocesana, che ora desidera averlo tra i suoi speciali protettori».

Nei quindici anni del suo pontificato e ancora prima, già dagli anni Trenta del secolo scorso, Giovanni Battista Montini ha reso visita a diverse città del territorio, oltre a Castel Gandolfo, residenza papale: Albano, Genzano, Aprilia, Nemi, Nettuno e Pomezia. Incontrando la gente, sia parlando come un padre affettuoso, sia incoraggiando i fedeli alle prese con le trasformazioni e le novità della nuova società industriale. Come sostituto della Segreteria di Stato, fu inviato a Castel Gandolfo il 9 settembre 1944, quando Pio XII diede ordine di aprire ai primi profughi le porte delle Ville Pontificie e, proprio da qui dal palazzo Barberini, dove per motivi di riservatezza aveva scelto di risiedere in quei giorni partì per il conclave da cui uscì come successore di Pietro. Andò via da Castel Gandolfo cardinale e vi ritornò Pontefice, soggiornandovi ogni estate, da metà luglio a metà settembre, per un periodo di riposo e di esercizi spirituali e nelle sale del Palazzo Apostolico morì il 6 agosto 1978.

«Quale Sostituto della Segreteria di Stato, aggiunge il Vescovo di Albano, si adoperò perché nella Diocesi giungessero i religiosi della Sacra Famiglia di Nazareth (Piamartini) e le Suore Ancelle della Carità, per la cura pastorale della località di Cecchina; fece pure edificare nella località di Pavona la Parrocchia dedicata a Sant’Eugenio I papa per onorare il Papa Pio XII da cui ottenne pure il dono di un campo sportivo per la Città di Albano Laziale. Divenuto Sommo Pontefice egli visitò più volte e celebrò l’Eucaristia nella città di Albano e nella Cattedrale di San Pancrazio. L’ultima sua visita, pochi giorni prima della morte fu alla parrocchia San Giuseppe di Marino-Frattocchie, dove è la tomba del Cardinale Giuseppe Pizzardo, già cardinale vescovo di questa Chiesa Suburbicaria e suo Superiore nella Segreteria di Stato».

Decreto

 

Chiusura Visita Pastorale

stemma

NOTIFICAZIONE

Chiusura Visita Pastorale

Domenica 23 novembre 2014

ore 18.00 – Basilica Cattedrale S. Pancrazio

 

 

Si porta a conoscenza dei Parroci e dei Rettori delle Chiese della Diocesi che in occasione della chiusura della Visita Pastorale, Il Vescovo ha disposto, in questa circostanza, la sospensione della celebrazione della S. Messa Vespertina, per favorire la partecipazione di tutti i parroci e dei sacerdoti collaboratori.

Alla celebrazione sono altresì invitati un rappresentante del CPP e uno del CPAE insieme ai Religiosi e alle Religiose che sono presenti in parrocchia e che il Vescovo ha visitato nelle loro Sedi.

I sacerdoti, portando il proprio camice, si ritroveranno nella Sala Teatro della Cattedrale per le ore 17,30 dove troveranno la casula da indossare.

I diaconi portino il proprio camice e la stola bianca, gli accoliti il proprio camice.

Per favorire il parcheggio si porta a conoscenza che si potrà usufruire del parcheggio presso:

  • Seminario Vescovile con accesso da Piazza San Paolo
  • Istituto Murialdo con accesso in Via Anfiteatro Romano
  • Parcheggio di Piazza Guerrucci (Zona Posta)

Non potrà essere utilizzato lo spazio antistante la Cattedrale.

Al termine della celebrazione sarà consegnato ad ogni parrocchia un ricordo della Visita Pastorale.