Spostamenti tra comuni Zona Arancione

Chiarimento su quali ragioni consentono il raggiungimento di una parrocchia fuori dal proprio Comune di residenza, si invia un “Nota” dell’Avvocatura della Diocesi di Milano che chiarisce alcuni aspetti.

A tal proposito, per praticità, di seguito si elencano le diciture da utilizzare nelle autocertificazioni, unico documento necessario e valido per gli spostamenti tra Comuni diversi.

Si tenga conto che:

  • queste indicazioni valgono per il periodo in cui la Regione Lazio è “Zona Arancione”;
  • ai fini della correttezza dello spostamento non è necessaria alcuna dichiarazione del parroco,
    in quanto priva di valore giuridico.

In sintesi:

  1.  I SACERDOTI e i DIACONI potranno spostarsi, per le celebrazioni eucaristiche, tra diversi Comuni con l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale “comprovate esigenze lavorative”.
  2.  I VOLONTARI, gli ORGANISTI, i CORISTI e tutti coloro che svolgono un servizio liturgico a titolo
    gratuito potranno muoversi con l’autocertificazione in cui segnalano nella causale “altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio:” specificando di seguito il tipo di servizio di volontariato che si presta in parrocchia, oppure scrivendo genericamente “Servizio di volontariato in Parrocchia per la sua attività istituzionale”.
  3.  I GENITORI di ragazzi che devono ricevere un sacramento, come anche i PADRINI e le MADRINE, possono spostarsi in altro Comune con l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.
  4.  Per i funerali, solo i PARENTI più stretti possono varcare i confini del proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione per raggiungere il luogo della celebrazione sempre con autocertificazione in cui si dichiara nella causale “situazione di necessità”.
  5.  I CATECHISTI e gli EDUCATORI potranno spostarsi con l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale: “altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio:” specificando “Partecipazione ad attività educativa (art.1 punto 9 lett. C) DPCM 3 novembre 2020”.

Inoltre, nel DPCM 14 gennaio 2021, all’Art. 1, punto n. 10, lettera c), si legge:

sono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento; è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia di cui all’allegato 8.

Ciò significa che è possibile svolgere non solo l’attività di catechesi, ma anche quella oratoriale nell’assoluto rispetto delle norme per la prevenzione della diffusione del Covid-19 indicate dalle competenti autorità Istituzionali e che tutte le nostre parrocchie ben conoscono.

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Arcidiocesi di Milano
Curia Vescovile

Nota circa gli spostamenti in zona arancione

Milano, 11 gennaio 2021

L’Ordinanza del Ministero della Salute di venerdì 8 gennaio 2021 riconosce la Lombardia come parte delle “aree del  territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto”, c.d. “zone arancioni”, previste dall’art. 2 del DPCM 3 dicembre 2020.

L’art. 2 del DPCM 3 dicembre 2020 e il Decreto Legge del 5 gennaio 2021 vietano gli spostamenti in entrata e in uscita dal territorio regionale se non giustificati da specifiche motivazioni, tra cui le comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono vietati anche gli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo sussista una delle motivazioni già indicate oppure lo spostamento sia necessario “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”.

Pertanto, i fedeli possono partecipare alle celebrazioni nei limiti di capienza dell’aula liturgica e seguendo i Protocolli.  Potranno raggiungere liberamente qualsiasi luogo sacro sito nel Comune di residenza, domicilio o abitazione. Se esso ha una popolazione non superiore a 5.000 abitanti è possibile recarsi in chiese situate in altri Comuni che non siano capoluoghi di provincia e non distino oltre i 30 km.

Per raggiungere una chiesa della stessa Comunità Pastorale possono varcare i confini del proprio Comune. La Circolare del Ministero dell’Interno del 7 novembre 2020 infatti precisa che i luoghi di culto dove ci si può recare per una visita o per la partecipazione a una celebrazione “dovranno ragionevolmente essere individuati fra quelli più vicini”.

Le FAQ del governo sulla zona arancione precisano che “Possono essere altresì raggiunti i luoghi di culto in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la autodichiarazione prevista per lo spostamento lavorativo o di necessità.”

I sacerdoti e i diaconi, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia negli spostamenti legati al loro Ministero tra Comuni diversi, potranno esibire l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale “comprovate esigenze lavorative”.

Gli organisti, i coristi e coloro che svolgono un servizio liturgico a titolo gratuito, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nel tragitto tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autocertificazione in cui si dichiara nella causale l’espletamento del servizio di volontariato in Parrocchia. È permesso loro lo spostamento tra Comuni diversi, in questo caso si usi il modello per i volontari.

I fedeli che abitano nello stesso Comune del luogo in cui si celebra un Battesimo, una Cresima, una Prima Comunione, un matrimonio o un funerale possono liberamente parteciparvi.

I genitori del catecumeno, del comunicando o del cresimando nonché i nubendi possono raggiungere il luogo della celebrazione anche se sito in Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione. Se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la loro abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.

I padrini o le madrine di Battesimo o di Cresima così come i testimoni di un matrimonio possono raggiungere il luogo della celebrazione se abitano all’interno della Regione Lombardia. Se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.

Per i funerali, solo i parenti più stretti possono varcare i confini del proprio Comune di residenza, domicilio o abitazione per raggiungere il luogo della celebrazione.

Il Codice ATECO dell’attività istituzionale delle Parrocchie è 94.91 ed esso non è compreso tra le attività vietate dal DPCM del 3 dicembre 2020. Pertanto, i dipendenti dell’attività istituzionale delle Parrocchie (come organisti, sacristi o segretari) possono raggiungere il luogo di lavoro, anche se sito in Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, indicando nella causale dell’autodichiarazione le “comprovate esigenze lavorative”.

Ugualmente, tutti i volontari della Parrocchia a servizio della sua attività istituzionale (sacristi, segretari, operatori Caritas…) se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra Comuni diversi nel tragitto dalla loro abitazione alla chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale l’espletamento del servizio di volontariato in Parrocchia.

L’autodichiarazione sarà necessaria solo per gli spostamenti tra Comuni diversi.

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