Ecco faccio nuove le cose

Cara comunità,

la domanda che in queste ultime settimane risuona di più è: “Quando riparte tutto?”. Mi sembra di aver percepito in tale richiesta il forte desiderio dopo il difficile anno trascorso di ripristinare e ritornare a come era prima. Sarebbe bello potersi svegliare e poter dire: “Che brutto sogno che ho fatto”. Purtroppo, ciò che abbiamo vissuto e ancora viviamo non è stato e non è un sogno.

Facciamo fatica a comprendere che le cose sono cambiate, anzi sono ancora in cambiamento, perché il Covid-19 non è ancora sconfitto e tantomeno sotto controllo, anche se stiamo vivendo un periodo di relativa calma a livello nazionale.

Le forme di sicurezza (distanziamento, mascherina, igienizzazione) ci accompagneranno sicuramente per un periodo non quantificabile. Vogliamo ritornare alla “normalità”, rifiutando l’idea che la normalità è ciò che stiamo vivendo oggi, perché è cambiato tutto. Se riuscissimo a comprendere questo aspetto del cambiamento avvenuto non ci sarebbe spazio per la domanda di ricominciare, semplicemente perché non si può ricominciare. Ricominciare significherebbe riprendere qualcosa che si è interrotto. Questo non è possibile. Si tratta piuttosto di incominciare. Incominciamo in maniera nuova qualcosa che in maniera diversa c’era in passato: la messa, la catechesi, la vita sacramentale.

Certo, faremo resistenza, perché il cambiamento non ci piace, perché ci sembra di perdere qualcosa, ma ogni cambiamento porta la possibilità di una novità, di un nuovo viaggio, di una nuova storia con Dio.

Sentiamoci come Abramo che riceve l’invito da Dio in Genesi 12, 1-4: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra».

Nei prossimi mesi incontrerò alcuni membri dalla comunità per pianificare il viaggio. Non sappiamo la meta, perché ce la dirà Dio. Sarà faticoso, perché bisognerà tagliare alcuni aspetti che in passato davano stabilità, che nel testo biblico sono rappresentati con la terra, la parentela, la casa da lasciarsi alle spalle. E avremo solo una certezza: Dio ci porta verso la sua benedizione, che però non ci risparmierà l’amarezza e la fatica di partire e perseverare in questo nostro peregrinare. Intanto invito tutta la comunità a prendersi a cuore, meditare, pregare e VIVERE la Preghiera Semplice di san Francesco.

Preghiera Semplice
San Francesco d’Assisi

Oh! Signore, fa di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa ch’io porti amore;
dove è offesa, ch’io porti il perdono;
dove è discordia, ch’io porti la fede;
dove è l’errore, ch’io porti la Verità;
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.

Oh! Maestro, fa che io non cerchi tanto:
ad essere compreso, quanto a comprendere;
ad essere amato, quanto ad amare.

Poiché è:
dando, che si riceve;
perdonando che si è perdonati;
morendo che si risuscita a Vita Eterna.
Amen.

 

I commenti sono chiusi.